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ANFORCHETTABOL brinda con Mantellassi - 11 Dicembre 2011
Domenica 11 dicembre è stato presentato a Milano in Mondadori di Piazza Duomo il libro Anforchettabol, alla Ricerca del Piatto Perduto, primo di una serie dedicata alla memoria emotiva che ha dato vita a una particolare creazione gastronomica di un grande chef.
Scritto da Antonio Marcello, personal chef che ha deciso di affidare alla scrittura la storia del suo vissuto professionale, Anforchettabol - gioco di parole che fonde il termine inglese unforgettable (indimenticabile) e la forchetta - mette per iscritto la memoria gustativa di dodici grandi chef italiani ( tra cui Carlo Cracco, Andrea Berton, Pietro Leeman , Davide Oldani, Maurizio Santin, Matteo Torretta e via dicendo) per raccontare la loro storia attraverso un piatto, un sapore rimasto fra i ricordi più intimi e cari del proprio passato . Edito da Tenta Editore Anforchettabol non è un libro di ricette ma di interviste/confessioni che narrano attraverso un piatto la storia e le emozioni di uno chef. Grande l’affluenza di pubblico e di giornalisti e al termine della presentazione del libro tutti a brindare con Maestrale 2011 Novello di Fattoria Mantellassi |
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UNAGA - 1 Ottobre 2011
Il Consiglio Nazionale dell’Unaga Unione delle Associazioni Regionali e interregionali dei giornalisti specializzati in agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foresta, pesca ed energie rinnovabili - più di 1200 giornalisti di settore iscritti – è stato ospite il 1° ottobre 2011 presso Fattoria Mantellassi a Magliano in Toscana . Durante la Riunione di Consiglio è stata approvata all’unanimità la decisione di candidare l’Italia quale sede per ospitare il Congresso della Stampa Agroalimentare Internazionale (IFAJ) in occasione dell’Expo 2015 di Milano. La riunione di Consiglio è stata inserita in un contesto di visite nell’aria di pregio del Morellino di Scansano e nel Parco della Maremma con riferimento alla grande azienda agricola regionale di allevamento e protezione ambientale Alberese. |
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50° ANNIVERSARIO
Nel lontano 1958 organizzai, con pochi vignaioli, la prima festa
dell’uva e del vino a Scansano.
Allora le Cantine erano piene di vino, che nessuno voleva e
noi vignaioli eravamo sgomenti. Era l’ultima domenica di Settembre
quando, durante la festa, decidemmo di regalare molte damigiane
di vino. Poi pensai di andare da un amico e da lui acquistai 104
damigiane che mi permisero di portare il mio vino fuori dal paese.
Era difficile vendere la nostra produzione e la manodopera aveva
costi elevatissimi paragonata al prezzo del vino.
Con l’aiuto del capo dell’Ispettorato dell’Agricoltura intervenni
per iniziare le pratiche al fine di dare una denominazione al vino
prodotto nelle nostre zone e così imbottigliato dalla mia Cantina
fu mandato agli uffici dell'Agricoltura
e all’ I.C.E. a Roma.
Alcuni clienti e amici, dalla Germania e dalla Svizzera, mi scrissero
delle lettere, che io inviai agli uffici competenti, nelle quali lodavano
le qualità organolettiche del nostro vino “Morellino”
che era così denominato nella nostra zona l’uvaggio
composto da 85% di Sangiovese piccolo, poi Montepulciano,
Canaiolo e Tinto di Spagna.
Era un vino mediamente alcoolico con un bel colore rosso rubino
non tanto profumato, ma con un buon sapore pieno.
Siamo stati i primi, con tanti sacrifici, ad imbottigliare il “Morellino”.
Ora questo vino ha acquisito un buon nome, ma sono stati necessari
i sacrifici dei vignaioli per valorizzare il prodotto.
Quello che ho raccontato l’ho scritto con il cuore e mi auguro
che la mia esperienza sia di aiuto per quelli che verranno
dopo affinchè sappiano essere “buoni vignaioli”. Ezio Mantellassi |
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